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2026-01-12 Eredità di Vigdis Hjorth

  • Le tematiche sono: famiglia, abusi, silenzi, psicoanalisi. Con freddezza e profondità affronta argomenti urticanti, indicibili. E nell’analizzarli trova una cura. La violenza e la fuga dalla famiglia fanno parte della letteratura del Nord. La lettura è difficile, ma scrive bene e con coraggio.

·       Ho letto altri libri che trattano questi temi. Mi è piaciuta la scrittura e come racconta con lentezza l’evoluzione degli eventi. Le ultime cento pagine sono un po’ pesanti.

·       Anche per me metà libro poteva essere sufficiente. Il tema tragico è descritto bene, ma un po’ prolisso. Le famiglie nordiche affrontano le situazioni in modo diverso da noi,

·       Mi è piaciuto molto. È approfondito in maniera dilaniante. Le ripetizioni le servono per sfogarsi, come se fossero sedute psicoanalitiche. È una donna coraggiosa che riesce a parlare delle sue ferite. È un atto d’accusa verso il maschio che considera la donna un oggetto.

·       È stata una lettura interessante ma anche dolorosa perché sei spettatrice impotente di fronte alla protagonista, una donna che non riesce a liberarsi dal trauma dell’incesto. Continua ad avvitarsi nel ricordo, nella frustrazione e nel rancore per non essere stata ascoltata e capita dalla sua famiglia. E questo fardello che si porta sulle spalle è descritto con efficacia anche dalle continue ripetizioni degli eventi e delle emozioni. Ripetizioni che, però, rendono a volte un po’ pesante la lettura.

·       All’inizio mi ha infastidito. Non provavo simpatia per la protagonista che mi sembrava piangersi addosso e rifugiarsi nell’alcol. Poi ho capito e mi ha fatto pena perché per lei nulla cambia. Mi ha trasmesso gelo, come se avesse congelato cuore e sentimenti.

·       È stata una pugnalata. Libro molto intenso e terribile perché il padre non ammette l’abuso e lei è sola perché non viene creduta. Staccarsi dalla propria famiglia è molto doloroso e l’abuso ha causato difficoltà anche nei suoi rapporti personali. L’alcol l’aiuta a superare il trauma. E le ripetizioni che rimarcano il suo dolore sono necessarie per capire meglio quello che le è successo. In alcune pagine intravedi una sorta di perdono che poi, però, svanisce. La figura della madre è terribile perché continua a fare finta che sia tutto normale. Il tema dell’eredità è pesante e divisivo perché chi non riceve si sente depauperato.

·       È molto psicoanalitico e non mi ha coinvolto molto emotivamente. Ha due piani di lettura: psicoanalitico/razionale e poetico. La difficoltà dei genitori di pronunciare in modo corretto la parola “incesto” è il cuore del libro. L’eredità di questa famiglia è la mancanza di amore. C’è un rapporto tra la rimozione familiare e sociale: è tipico norvegese dover essere bravi e buoni. Le ripetizioni indicano che ogni cosa la riporta all’abuso.

·       Ho fatto fatica a leggerlo. La ricerca della verità è tutta “interna” e le ripetizioni sono lo strumento per rendersi conto delle sue ossessioni. Le figure positive sono i figli, le amiche, il compagno e la nipote. Ma non c’è salvezza perché non c’è sviluppo. Momenti lirici: quando parla del buio. Mi sono trovata meglio nell’ultima parte. Il titolo esprime il dare valore economico all’affetto.

·       Libro che rimane impresso. Mi sono identificata nella sorella Astrid perché tenta di comunicare con la sorella, ma sbaglia perché vorrebbe riunire la famiglia e questo non è impossibile. Le ripetizioni rappresentano il ragionamento intimo, ma a volte sono gratuite.

·       Mi è piaciuto molto anche se è un libro duro, non sempre scorrevole e mi hanno infastidita le ripetizioni sull’eredità. C’è anche il tema della colpa, per aver rotto con la famiglia, e del perdono. Non si può perdonare chi non ammette la sua colpa, ma anche chi non capisce il dolore di chi ha causato. Il finale, con la nipote che vuole conoscere la nonna, significa che non si possono cancellare le proprie origini.

·       Mi è piaciuto molto. Ho ritrovato proprio il Nord, come nei film di Bergman o nei quadri di Munch. Ho visto le scene in bianco e nero. A questa donna sono stati tolti 23 anni di vita. Non c’è carnalità come se avesse cancellato l’eros. Non mi è piaciuta Astrid perché continua a non crederle.

  • Libro difficile. È la presa di coscienza di una donna che ha amato il padre ed è stata tradita dalla madre e dalle sorelle, che non l’hanno capita. La madre le dice che gli uomini sono tutti animali, bada solo alle apparenze, soffre di una follia non dichiarata (come folle è il padre). E poi c’è cattiveria, malafede. È un’approfittatrice (usa il dramma della figlia per stare con l’amante). Per salvarsi deve allontanarsi e combattere. È un libro lento perché è un lento scavare nel passato

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